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L’ESISTENZIALISMO ATEO POSTMATERIALISTICO


L’ateismo postmaterialistico (αϑpm) è un esistenzialismo ateo che non ha nulla a che vedere con quelli su base fenomenologica (tipo quello Sartre e di Merleau-Ponty). Esso parte dal materialismo, ma lo supera negandone il riduzionismo, ed ammette la possibilità che “non tutta” l’esistenzialità umana si esaurisca nella materia. Per l’αϑpm alcuni aspetti della realtà eccedono la materia e non le sono riducibili, poiché l’Homo Sapiens moderno ha sviluppato capacità mentali che lo sensibilizzano a realtà che stanno “al margine” della materialità. Profondamente anti-metafisico l’αϑpm nega ogni trascendenza, per cui l’immanenza è l’unica realtà accertabile e percepibile, quella che ci concerne come entità viventi accanto ad altre, a complessi molecolari organici fatti con i nostri stessi elementi (carbonio, idrogeno, azoto e ossigeno) ma non-replicanti, tutti inseriti in un contesto inorganico nella sua generalità cosmica alla base del quale ci sono dei metaforici “mattoncini” (fermioni) come i quark (costituenti di neutroni e protoni) e gli elettroni, e dei metaforici “cementi” (i bosoni) come i fotoni, i gravitoni, i gluoni, i bosoni nucleo-deboli e i bosoni di Higgs. Anche la materia viva, compresa la materia cerebrale i cui neuroni, dendriti, sinapsi, ecc. sono fatti di fermioni e bosoni come lo è un sasso, ma in assemblaggi estremamente complessi. La complessità è dunque un frutto dell’evoluzione che da un limitata quantità di materie-base note, 8 nel mondo visibile coi fotoni (solo il 5% del totale) più la materia oscura che è circa il 22% e l’energia oscura che è il 73% del totale (dove sta la particella che causa l’espansione cosmica e l’allontanamento delle galassie). Dunque tra un sasso e l’anima d’una persona non vi sono differenze “di costituzione”, ma solo “di evoluzione” dal semplice al complesso. Dunque quando appare l’immaterialità, o se volete la spiritualità, siamo di fronte a un elevatissimo livello di complessità, un livello di cui non è più possibile alcuna determinazione. Ribadisco: <<Una poesia non è solo carta e inchiostro, un quadro non è solo tela e colori, una musica non è solo aria che vibra, né l’amore è solo sessualità>>. L’αϑpm si distingue dal materialismo tradizionale perché considera i sentimenti dei veri e reali fenomeni dell’esistenzialità umana e non epifenomeni della materia, Se una poesia si materializza in carta e inchiostro, e, qualora recitata, in aria vibrante emessa dalla laringe: resta il fatto che la poesia non è carta, non è inchiostro e neppure aria, ma “qualcos’altro”. Dunque l’αϑpm esce dalla scatola chiusa della materia come “unità” ontologica per aprire un orizzonte pluralistico, alla ricerca di quel qualcos’altro che, senza essere trascendente, non è riducibile a quark, elettroni e bosoni. Per tale apertura è però indispensabile dimenticarsi l’ontologia verticale della metafisica (la teologia filosofale) che ci permea da almeno cinquemila anni ed entrare nella dimensione dell’ontologia orizzontale, dove le realtà percepibili e verificabili non derivano l’una dall’altra in caduta (Causa → Origine → Cosmogonia/Creazione → Modificazione/Differenziazione), ma coesistono in una coestensione cosmica reale, dunque l’una accanto all’altra e “in relazione” ontologica.

Sull’argomento si vedano i siti:
http://digilander.libero.it/AITERIA
http://digilander.libero.it/MateriaAiteria
http://digilander.libero.it/LibertaEsistenziale
http://la-mia-morte-sono-io.exactpages.com
http://digilander.libero.it/AnimaIdema
http://necessita-e-liberta.exactpages.com
http://digilander.libero.it/AntropologiaFilosof